I giovani dell’Italia dei Valori della Lombardia con l’associazione “Sos Racket e Usura” per una giornata di legalità a Milano

novembre 5, 2010

Sabato 6 novembre verranno allestiti banchetti nei quartieri popolari di Milano, tutt’ora segnati da violenti episodi di Racket e criminalità organizzata

Nella giornata di sabato 6 novembre, dalle ore 10 alle 19, verranno distribuiti dei questionari riguardanti la sicurezza e la legalità in dieci differenti aree della città. “Delle ronde di ascolto e legalità”, dichiara Giulio Cavalli – consigliere regionale e coordinatore di Italia dei Valori a Milano. Verranno coinvolti più di 40 tra giovani volontari, militanti, rappresentanti delle istituzioni e simpatizzanti del partito. Scopo dell’iniziativa è quello di rompere quel muro di omertà e tacito consenso che sempre più avvolge le realtà popolari del capoluogo lombardo.

Luciano Messenio, coordinatore del dipartimento giovani Idv – Lombardia così interviene alla conferenza stampa di stamattina sull’evento:”L’iniziativa, accolta con entusiasmo dai ragazzi del partito, è stata organizzata interamente dal dipartimento regionale giovani IdV. Spero che l’impegno profuso sia inteso non solo come un incentivo a sensibilizzare l’opinione pubblica ma anche come un riconoscimento a Manzi, al suo coraggio e al lavoro fin’ora svolto”.

Da parte sua il presidente dell’associazione Frediano Manzi ribadisce:”L’associazione Sos racket e Usura è ben lieta di accettare l’aiuto dei giovani dell’Italia dei Valori, unica forza politica che ha dimostrato coi fatti di sostenere un’associazione di frontiera come la nostra. Si sono offerti di raccogliere i questionari per le strade nelle zone più a rischio di Milano perché credono nel lavoro svolto fin’ora dall’associazione. Da oggi è di nuovo attivo il sito di Sos Racket e Usura”.

L’iniziativa avrà luogo nelle seguenti vie: via Panigarola n° 4/6; via Mompiani n° 6; via Ravenna n° 6; via del Danubio n° 8; via Vespri Siciliani n° 71; via De Angeli in fianco bar Vesuvio; via Tracia n° 3; via Gigante n° 2; via Giambellino n° 60; via G. Savoia n° 2.

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Ora e sempre resistenza

novembre 2, 2010

Ogni tanto e’ giusto rileggere uno degli inni dedicato alla resistenza italiana….

Lo avrai camerata kesserling

Il monumento che pretendi da noi italiani

Ma con che pietra si costruirà a deciderlo tocca a noi

Non coi sassi affumicati

Dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

Non colla terra dei cimiteri

Dove i nostri compagni giovanetti

Riposano in serenità

Non colla neve inviolata delle montagne

Che per due inverni ti sfidarono

Non colla primavere di questa valli

Che ti vide fuggire

Ma soltanto col silenzio dei torturati

Più duro d’ ogni macigno

Soltanto con la roccia di questo patto

Giurato tra uomini liberi

Che volontari s’adunarono

Per dignità non per odio

Decisi a riscattare

La vergogna e il terrore del mondo

In queste strade se vorrai tornare

Ai nostri posti ci troverai

Morti e vivi collo stesso impegno

Popolo serrato intorno al monumento

Che si chiama

ORA E SEMPRE RESISTENZA

Pietro Calamandrei

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silvio è arrivato il momento del congedo

novembre 1, 2010

Questa settimana si son viste le drammatiche comiche finali del quarto governo Berlusconi.
Qualcuno gli aveva suggerito al buon Silvio di partire con gheddafi tra cavalli e hostess in modo da mantenere un minimo di dignità, ma lui il Napoleone della Brianza non e’ riuscito ancora una volta a capire che l’ atto delle dimissioni sarebbe un gesto umile e di intelligenza.
Invece va avanti come un forsennato 74enne che ormai sputtanato come uomo e come presidente e che ha ormai sputtanato un paese che si divide e che e’ sull’ orlo del baratro.
Si e’ dovuta sceneggiare perfino un’ aggressione per il portavoce del pdl capezzone per riportare l’ attenzione su altri temi.
Si e’ provato ad occupare le pagine dei giornali e tg che ci raccontavano in modo delinquenziale il delitto di avretana.
Addirittura come ultimo atto hanno provato a spostare l’attenzione sulla strage di via d’amelio rispolverando a studio aperto i nomi degli eroi.
Ma Ruby rubacuori era troppo forte, una ragazzina 17 enne che ha messo alla ribalta in tutto il suo squallore la malattia di un anziano signore che non capisce che sarebbe buona cosa se andrebbe a fare il nonno e non organizzare festini in casa.
Un intreccio tra regali denarosi e cariche istituzionali che ingabbiano nello squallore uno stile di vita.
Ma oltre lo stile di vita c’e di più, un errore tecnico che neanche un primino avrebbe commesso.
Telefonare alla questura per far rilasciare una ragazza trattenuta per furto ed intervenire per farla immediatamente rilasciare, senza neanche avvisare il ministero dell’ interno e con organi di polizia che accellerano le pratiche per assecondare il manovratore e consegnare la ragazza in mano alla consigliera regionale lombarda in modo che tutto vada a tacere.
Ora ci ritroviamo con un parlamento che se va in vacanza, una maggioranza che vacilla sulla crisi tra Lodi e giustizia, una lega che si prende le banche in veneto, inceneritori che aprono e chiudono sbattendosene della salute dei cittadini, una scuola in stato di mobilita’ senza futuro e cultura, un consiglio regionale come quello toscano dove lega e pdl fanno di tutto per dimostrarsi omofobi, la Russa che continua a comprare armi e a giocare a risiko per tentare la conquista del mondo e la ‘ndrangheta che sempre più si costruisce per divenire la vera azienda appaltatrice di tutti i cantieri lombardi tra Expo e strade.

Ecco presidente, questo e quello che fa vedere agli occhi del mondo del suo governo e del paese.
Ecco perché presidente forse e’ meglio che si faccia da parte.

Gennaro Gatto
E al fin della licenza io non perdono e tocco

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Ecco chi ha scarsa memoria…Cara casapound, Rino Gaetano era libero non fascista

ottobre 28, 2010
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Il 7 luglio 2010 il movimento casapound ha lanciato in tutta italia una campagna di manifesti con l’effige di Rino Gaetano e il simbolo di Casapound giusto per prendersi  un cantautore LIBERO.

E’ stato creato un apposito gruppo su facebook chiamato “Rino Gaetano era un fascista!” in cui si evince“Il cielo è sempre più blu”beh più chiaro di così.E’ un presagio: il cielo diventa blu, poi blu scuro e infine nero!altro che sol dell’avvenire!!! Il futuro e’ fascista cantava Rino!”

io dico come si fa a dire delle assurdità del genere??

Canzoni come Gianna in cui si evince un inno in cui si celebra la voglia di vivere.

Canzoni come Nun te reggae chiu che sono il simbolo dell’antipolitca negli anni ottanta

Canzoni come betta filava e aida ridotte in chi vuole fare un uomo libero in un simbolo della sua battaglia.

Non basta mettere un uomo LIBERO su un manifesto e fare rivisonismo storico per dichiararlo fascista.

Rino cantava nei circoli occupati di Roma, alla Sapienza, ha iniziato la sua carriera musicale con Venditti e e De gregori (o forse anche loro sono Fascisti???)

Non potete prendere dei simboli musicali, sbattere la loro faccia su dei manifesti, attaccarli abusivamente dove vi conviene e dire signori da oggi lui è il nostro simbolo.

Lasciate in pace chi non è mai voluto entrare in diatribe politiche

Lasciate in pace chi era un uomo LIBERO

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Cl dominus

ottobre 26, 2010

In pochi hanno colto quello che aveva scoperchiato Luigi De Magistris indagando il Presidente  di compagnia delle opere saladino nell’inchiesta che ha poi portato le sue dimissioni dalla Magistratura.

Ora gli scenari, per quanto gigantesci, si possono tracciare.

Il legame che unisce i poteri forti fortissimi in un legame tra chiesa e massoneria spaventoso

Abbiamo 3 soggetti: compagnia delle opere (cl, potere ecclesiastico), banca intesa (potere finanziario), massoneria (potere politico)

De Magistris aveva fatto chiasso sopratutto perchè aveva scoperchiato questo legame che andava a combaciare con un altro legame e cioè la N’drangheta calabrese.

Sappiamo tutti che le radici forti cl c’è l’ha piantate ben salde in Lombardia, dove negli ultimi mesi sta uscendo un polverone spaziale che addirittura ha fatto dire alla moratti che anche la mafia a Milano esiste. Lei, donna Letizia, che andava dietro al giullare del prefetto che in ultima istanza nella relazione tenuta il 13 Gennaio 2010 aveva detto che no Milano è sicura, a Milano la mafia non esiste.Dimenticandosi dei camion bruciati a Lainate, dimenticandosi di Buccinasco e nasondendo la polvere che in realtà era sotto gli occhi di tutti.

Il buon Roberto ormai non nasconde più nulla e finanzia il meeting riminese dell’associazione di Don Giussani con 234′000 euro, con buona pace dei padani, che protestano dimenticandosi che a loro per il capodanno celtico gli erano toccati 600′000 euro.

Meeting di Cl che ha visto protagonisti tutti, da destra a sinistra compreso industriali e poteri forti, a parte solo quelli che nella realtà credono di contare ma  che per il mondo ecclesiastico non hanno alcun potere.

Tutto questo con gli appalti degli expo da spartire e da dividere e sopratutto con tanti piccoli appaltini in quanto sotto la soglia dei 140′000 euro non serve neanche la certificazione antimafia.

Il potere di questa associazione è spaventoso, con legami finanziari e industriali che nessuno ha nel nostro paese giusto per ricordarci che siamo uno stato laico.

Si laicissimo, ma con la chiesa che comanda.

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Cronache di un paese alla rovescia

ottobre 26, 2010

Abbiamo la visita del dittatore libico, il colonnello per eccellenza, l’uomo che non deve chiedere mai con le sue 200 hostess da convertire, i suoi 30 cavalli e la sua tenda sulla cassia . In sostanza il circo di Gheddafi!!

Abbiamo un nano che cerca di spostare l’attenzione sulla visita folkorista, dice a mezza Italia di non capire che l’amicizia con la Libia è fondamentale. Spostando cosi l’attenzione dal parlamento dove si prepara a promulgare il processo breve distruggendo cosi in un sol boccone la metà dei processi in corso.

Abbiamo uno stalliere, pardon lui fortunatamente non c’è più, abbiamo Marcellino colui per cui lo stalliereera  un eroe che va in giro a presentare il diario dei ricordi delol zio Benito, perchè c’è da vantarsi di avere i diritti d’autore di un diario delle memorie  del capo del ventennio fascista. Lo stesso Marcellino che a Como se ne dovuto scappare per la contestazione di chi lo chiamava dandogli il giusto ruolo istituzionale e cioè: MAFIOSO.

I contestatori si son dimenticati solo una cosa: le manette. Avevano la possibilità di prenderlo e portarlo via, ma hanno fatto bene in quanto si sarebbero sporcati le mani.

Abbiamo da circa 4 mesi un ministero delle attività produttive senza ministro, l’ultimo si è dovuto dimettere perchè non sapeva chi gli aveva comprato la casa al colosseo. In un momento in cui abbiamo la più grande azienda industriale italiana, rifiuta di far entrare degli operai per lavorare, dopo che li aveva ingiustamente licenziati.

Abbiamo la N’drangheta, che sempre di pù sguazza in questo vuoto di poteri ed istituzioni, diventando sempre più potente e ramificando sempre più il suo dominio.

Abbiamo migliaia di persone che ormai nell’indifferenza collettiva, di un paese sull’orlo della sconfitta definitiva, si coltiva sui balconi e nei giardini di casa marijuana, giusto perchè abbiamo un  ministro che preferisce mandare le sirene al 14enne che nel parchetto si fuma una canna piuttosto che fermare 90miliardi di euro di traffici annui di sostanze stupefacenti.

Abbiamo una scuola precaria, che fatica a voler dare ai suoi studenti una sola cosa: l’istruzione. Giusto perchè ormai dalla riforma Berlinguer (purtroppo) il ministro che va in carica si diverte a rifare il sistema tagiando e rimodellando come più si diverte.

Abbiamo un paese in cui dei bambini in vacanza prendono a calci un Bengalese con l’unico torto di guadagnarsi qualcosa da mangiare,vendendo collanine in spiaggia, nella totale indifferenza dei genitori.

Abbiamo,  questa è la nostra dortuna, delle persone che con testa e core ancora resistono, provono a rialzarsi e a lottare.

io resisto e tu???

Gennaro Gatto

“e al fin della licenza io non perdono, non perdono e tocco

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Chicco Mentana…uno di noi?

ottobre 26, 2010

L’ articolo 21 della nostra Costituzione sancisce la libertà di stampa, ma ha assunto nel corso degli anni il significato di libertà di espressione e di informazione

Un plauso a Mentana va fatto, ha dichiarato pubblicamente che il suo telegiornale sarà contro l’innominabile cavaliere. Bene, i suoi telespettatori sapranno cosa guarderanno quando si sintonizzeranno su la 7 per vedere il telegiornale.

Ma il problema non è questo, il problema è avere degli organi di stampa LIBERI per farsi che io mi possa informare ascoltando la notizia neutra.

Non ne posso più di vedere un tg1 che è diventato la voce del governo, di un tg2 padano e di una rai 3 che dichiaratamente di sinistra.

Rai 3 che si democratizza, non facendo parlare Oliviero Beha e fa nascere una polemica con la direttrice (Bianca Berlinguer, la figlia dell’ultimo uomo, Enrico Berlinguer, che in Italia ha detto qualcosa di sinsitra e che ancora fa pesare la sua mancanza dall’11 giugno del 1984).

Per Mediaset evito anche di citare il cagnolino del tg4 e studio aperto che fa campagna con gli acquisti del Milan e rivisionando la contestazione a Marcellino come se lo stesso non si possa chiamare, istituzionalmente parlando: Mafioso. (diamo a Marcello quello che è di MARCELLO).

Non andiamo sulla carta stampata, dove Libero domina con i suoi 40 milioni (euro più euro meno) ricevuti come finanziamento pubblico in quanto organo di stampa del movimento monarchico italiano.

La truffa dei finanziamenti per cui si può dire di aver venduto migliaia di copie che finiscono a macelli, che fanno andare avanti i gruppi che dominano il settore dell’informazione.

Bene a fatto Mentana a dichiararsi, ma vorrei che tutti avessero le palle di farlo, senza problemi e senza rancori in modo che io possa scegliere dove informarmi e come informarmi.

Lasciassero lorsignori di scegliere e di non imporre al cittadino di doversi chiedere da che parte stanno (anche laddove si sa senza neanche porsi la questione).

Un piccolo appunto va fatto anche per chi sta lasciando Mondadori o fa appelli per evitare che l’innominabile produca la norma ad aziendam per salvare Marina e famiglia dall’ammenda che pregiudicherebbe il bilancio di famiglia.

Per un briciolo di coerenza bisognerebbe, gridagli in faccia,  che sapevano dove scrivevano e che magari hanno iniziato potendo scrivere quello che avevano in testa, ma ora non è più possibile ora si deve scrivere quello che vuole il padrone.

E’ un pò come quando Mediaet fa le fiction sulla mafia, grandi sparatoie e sangue ma poco studio del fenomeno mafioso. Si fa vedere la mafia che ammazza ma non la mafia dei soldi, dell’ingenieria, della commercializzazione e cioè non si fa vedere la mafia che investe e che entra nelle isttuzioni.

Siamo un paese comandato ad oroligeria.

Ecco perchè ci vorrebbe un pò di sana libertà di pensiero

Gennaro Gatto

“e al fin della licenza io non perdono, non perdono e toc

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“sono nato con Mussolini…non fatemi morire con Berlusconi”

ottobre 26, 2010

Questa frase ovviamente non mi appartiene per limiti d’età ma la diceva spesso mio nonno paterno che però purtroppo è scomparso sotto governo Berlusconi, oltre ad essere raffigurata su delle magliette di militanti e passionari di ovvio orietamento politico.

E’ importante ricordare degli ultimi avvenimenti per dare un senso a questo post.

Abbiamo marcellino che da un pò di tempo gira e rigira tutta italia per dare libero sfogo dei diari del Benito di cui detiene i diritti d’autore, nelle piazze narra e racconta un Mussolini diverso e privato.

Io mi chiedo che cosa devo ricordare di tal personaggio? era un dittatore e per questo è rimasto alla storia, lui e la sua santa allenanza con Hitler. Hanno fatto migliaia di morti e solo cosi deve e sarà ricordato.

Abbiamo la rai, che con Minoli ci sta fornendo in questi mesi un revisionismo storico dandoci delle prestazioni eccelse per farsi che venga modificato quello che la storia scrive. Insegnandoci Balbo e gli altri esponenti del regime fascista.

Ecco, si vuole riscrivere la storia, con notizie false o tradotte giusto perchè ormai sono in pochi quelli che possono dire cosa è successo in quegli anni e quindi tenere ferme le memorie.

Parlando del nano dobbiamo esaminare il percorso degli ultimi anni per evidenziare dei passaggi che si avvicinano al passaggio nel regime e quindi di non ritorno.

Il nano ha cominciato ad avere collaboratori che la mattina lasciano il cervello a casa e si trasformano in servi del capo.

Esaminiamo alcuni eccellenti esponenti di tal sistema:

Cicchito: cantava l’internazionale ed ora scrive e parla solo a comando.

Bondi: ex esponente del pci ed ora da ministro dei beni culturali si espone solo quando si sentono le campane delle chiese.

Angelino jolie Alfano: non ha un passato sinistroide, ogni tanto nella sua sicilia partecipava a dei matrimoni di amici particolari, ma ora fa il delfino del cavaliere e dice “zi padrone”

L’elenco è lungo, potremmo parlare ore ed ore di Capezzone, la Carfagna, di qualche stalliere (ah no quello è diventato un eroe e grazie a dio è scomparso.

Altro spunto di regime è il comando dell’informazione con i suoi 5 canali (si lo so che ufficialmente son solo 3) , qualche casa editrice, qualche quotidiano e giornale per non farsi mancare nulla.

A differenza del regime del Benito, Silvio ha costruito anche il sistema del mercato ad oroligeria della squadra calcistica avendo cosi dalla sua parte le curve degli stadi e quindi di voti sicuri e non si è dimenticato di avere una folta battuglia di pregiudicati e indagati in modo da poter sempre lottare contro la magistratura comunista che ogni giorno lo vuole processare solo perchè ha commesso qualche realto che lui vorrebbe dimenticare o disfare giusto perchè lui è il Presidente del consiglio è ha il 70% dei consensi.

Ecco il consenso, altro spunto fascistoide, con questi sondaggi ad oroligeria che casualmente sono tutti a suo favore, giusto perchè chi è contro è perduto.

Siamo un triste paese, che non riesce a ricordare il passato per farsi un futuro decente.

Ma rimane chi non si piega la schiena, questi eversivi che non si fermano nel voler dire che non gli sta bene questo sistema.

Ecco perchè non voglio morire con Berlusconi

Gennaro Gatto

“e al fin della licenza io non perdono, non perdono e tocco

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Suicidi Democratici

ottobre 26, 2010
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Il più grande errore che un partito possa fare è chiaramente quello di distaccarsi dalla sua base e dal popolo in generale.

Stiamo assistendo proprio a questo, il partito democratico in pochi anni non ha solo perso 3,5 milioni di voti, buttato a mare un progetto grandioso, ha smesso di parlare con il suo elettorato ma sta sempre più deviando la sua corsa correndo verso una rotta verde nelle amministrazioni locali, cercando alleanze improponibili con centristi, evocando premier impresentabili per possibili governi tecnici e addirittura pensando a realizzare un’alleanza trasversale mettendo Fini premier pur di togliersi il nano.

Senza nessun progetto, dimenticandosi cos’è successo 2 anni fa col governo Prodi che non andava avanti, dimenticandosi delle radici neanche lontane, visto il discorso di Mirabello, di Fini, mantedendo personaggi che sono solo raccoglitori di tessere ma che quindi ovviamente scelgono il segretario e comandano l’agenda del segretario, ma che se ci ragiona sarebbero dei buoni pensionati.

I vari Fassino, D’alema, Marini ecc ecc che hanno fatto i passaggi storici di questo paese passando dal pci o dalla dc a seconda delle radici, poi pds, poi ds e definitivamente pd (sperando che non si offendano se per strada ho dimenticato qualche passaggio.

Ormai i dirigenti fan fatica a capire chi la base non  vuole alle feste dell’unita, pardon feste democratiche, si perchè ormai non vanno più bene neanche i nomi di un passato glorioso e allora visto che il progetto va a morire allora cambiamo il nome anche alle feste di Settembre.

Il contatto col loro popolo che chiede di essere più severi, di non inciuciarsi, di gridagli in faccia le loro porcate è andato perso cosi come sono andate perse le loro radici sinistroide.

Un altro errore è dato dal non raccogliere i pensieri e idee future e qui basta perdere 2 minuti e vedersi il video della festa democratica di Torino, accorgendosi desolatamente che la platea delle prime 10 file ha una media età over 60 che rappresentano un pugno al cuore.

Come cambiare questa deriva? Non sono io che lo dovrei dire, certo che posso tranquillamente consigliare ai dirigenti Democratici di cominciare a riascoltare la loro base, che il paese non è tutto Emilia o Toscana, di andare a recuperare i territori dove il pd ha ormai traslocato, di cambiare la classe dirigente, di non candidare Pippo Penati per l’ennesima volta solo perchè si ha la certezza di perdere, di non pensare che ogni sfida sia persa in partenza, di non aver paura dell’avversario, di non aver paura della possibilità di vincere, di sputare merda addosso a questo governo che con norme ad aziendam e personam , salvataggio degli evasori fiscali, nessuna lotta alla criminalità organizzata, leccaggine nei confronti della chiesa cattolica, nessun tema di natura etica, miriade di disoccupati, ecc ecc a ormai fatto andare alla deriva questo paese.

Caro pd se ti sentirai offeso da queste dure parole significherà che non vi rendete ancora conto che avete toccato il fondo.

Dovete fermarvi un attimo, pensare e decidere il vostro futuro cercando di avere uno scatto d’orgoglio per il vostro popolo, per i vostri iscritti e per il paese.

Gennaro

“e al fin della licenza io non perdono, non perdono e tocco”

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Ve la do io la lega

ottobre 26, 2010
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L’ultima reale spiegazione di cosa significa lega è la dichiarazione della vittoria delle regionali di Umberto Bossi che poco più di 4 mesi fa lanciava il nuovo slancio di potere a cui dovevano arrivare le bande padane con l’occupazione delle banche.

Chi non riesce  capire i leghisti, delineandoli solo come barbari ed ignoranti deve concentrarsi con la loro reale sete di potere.

Non basta indignarsi per slogan dei loro leader o dell’ampolla ma bisogna studiare il fenomeno sul territorio li si vede veramente quale disastro sta facendo la lega.

La loro forza è l’attaccamento sul territorio in cui riescono tra Lombardia e Veneto a prendere anche più del 70% in alcuni comuni e li signori si può dire quello che si vuole ma son voti e quindi qualche merito lo avranno pur loro.

Non è mica la prima volta che il gemoniese Umberto offende Roma, i romani e la capitale della nostra patria ma è tardivo questo squillo di protesta.

Nessuno ha detto nulla quando il cognato di Speroni da villa recalcati con un solo anno di mandato si dimise per andare nel 2008 a Roma (in questi casi non si può definire ladrona) e  lui il giovane rampante Reguzzoni lascio la presidenza della provincia di Varese al sindaco di Besozzo/parlamentare Galli e lascio sulle spalle dei varesotti la spesa delle nuove elezioni e della campagna elettorale dopo soli 280 giorni di mandato.

Venite signori a visionari nei momenti più duri della campagna come imbrattano quelli del M.G.P (movimento giovani padani) cartelli elettorali, strade muri, soste dei pullman e chi ne ha più ne metta. A nulla valgono esposti e denunce a carabinieri e procura.

La lega la si doveva fermare 15 anni fa, invece nessuno a capito questo anche perché ai vecchi ds andava più che bene quando nel 96 ha fatto cadere il nano di Arcore per la prima ascesa del Buon professor Prodi.

Qui le alleanze amministrative con pd o pdl stanno all’ordine di ogni elezione con la bandiera della civicità in modo che nessuno possa dire che l’alleanza non sia politica.

Ora è dura fermarli, ora che hanno in vento in poppa, ora che comunque sono riusciti a prendere buona parte dei 3 milioni di voti persi del pd in 4 anni, sopratutto voti di operai che purtroppo non sentono più dire qualcosa di sinistra, che li difenda, che li faccia sentire forti e che li faccia brillare il cuore dandogli nuovi sogni e futuro.

Il rischio che i figli e cognati abbiano ancora più sete di potere e vogliono conquistare ancora più territorio.

Se si ha voglia (bisogna avere anche quella insieme alla pazienza) si devono togliere le radici territoriali e culturali, si deve combatterli andando a controllare ogni singolo appalto dal comune più piccolo come Curiglia con Monteviasco a Gallarate o Saronno perché loro gli appalti se li dividono e a nulla gli importi che magari quell’appalto lo prenda l’azienda di movimento terra calabrese se allo stesso tempo c’è un appalto per una loro azienda.

Tecnici, messi comunali , difensori civici, apparati pubblici sono arrivati ad avere una rete capillare per ogni singolo posto e qui in Lombardia sono ormai pronti ad attaccare anche il fortissimo potere di cl.

Prima o poi anche qualche procura, che già indaga e fa indagini, riuscirà a realizzare qualche crepa in questa piramidale organizzazione, speriamo solo che non sarà troppo tardi per convincere i cittadini che era tutto un bluff quello della secessione e della padania.

Noi, che siamo veramente rimasti in pochi, possiamo solo rimanere nel fortino e ribellarci a loro sperando che qualcuno si svegli e comincia a prendere a cannonate questi assidui di potere.

 La nostra forza sta tutta nel ricordarci sempre che son morti migliaia di eroi per fare l’Italia che è unica e indivisibile e nel difendere la nostra carta costituzione

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